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ISPRA 2017 Consumo del suolo

L’Ispra pubblica annualmente il Rapporto sul consumo di suolo e quest'anno ha diffuso anche un videomessaggio con quattro "testimonial" che invitano a stare attenti al suolo che consumiamo.

pdfConsumo del suolo
Le stime Ispra, tra l'altro, evidenziano come il consumo di suolo negli ultimi quattro anni abbia portato amaggiori costi, a causa di servizi ecosistemici non più assicurati da un territorio ormai artificializzato, che sonovalutati tra i 600 e gli 900 milioni di Euro l’anno.



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Spreco alimentare in italia

Ispra il rapporto 'Spreco alimentare: un approccio sistemico per la prevenzione e la riduzione strutturali'.
Il rapporto definisce lo spreco alimentare come la parte di produzione che eccede i fabbisogni nutrizionali e le capacità ecologiche e include nello spreco, oltre ai convenzionali sprechi/perdite dalla produzione al consumo, elementi edibili basilari ma poco considerati come sprechi per 'non rese' produttive e perdite prima dei raccolti, sovralimentazione nel consumo, perdita nutrizionale, perdite nette di prodotti usati in allevamenti, usi industriali ed energetici, sprechi di acqua potabile.

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Diritto all’informazione in materia ambientale D.lgs 39/97.

L'informazione in materia ambientale acquista carattere generale, consentendo la capacità di chiunque (interessato o meno) a richiedere informazioni sullo stato dell’ambiente, intendendo tutto ciò che riguarda lo stato dell’aria, dell’acqua, del suolo, della fauna, della flora, del territorio, informazioni sulle attività nocive o misure che possono incidere negativamente  sull’ambiente, compresi gli atti amministrativi di gestione dell’ambiente.
Nel nuovo decreto sono anche stati disposti casi tassativi per i quali le amministrazioni possono rifiutarsi dal cedere le informazioni, al di fuori di tali eccezioni non esiste alcuna possibilità di rifiuto o rigetto delle richieste.
Innoltre le informazioni possono, inoltre, essere richieste non soltanto a qualunque organismo pubblico (Ministeri, ASL, Enti locali etc.), ma anche agli enti, pubblici e non, concessionari di pubblici servizi (aziende municipalizzate che agiscono nel settore dei rifiuti etc.).

Una nuova disciplina di tutela è stata, inoltre, improntata nel D.lgs 39/97. Infatti, qualora una richiesta non riceva risposta entro trenta giorni si intende rifiutata e al rifiuto è possibile opporsi procedendo, entro trenta giorni, a un ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale.

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Normativa sulla caccia

L'attività venatoria è regolata dalla legge n. 157/92 “Norme per la protezione della fauna omeoterma e prelievo venatorio”, legge quadro di disciplina di tutta la materia della caccia e tutela della fauna selvatica.
Questa legge, sostituisce la legge n. 968 del 1977, e nasce a seguito del referendum del 1990 che proponeva l’abolizione della caccia su tutto il territorio italiano e, che per mancanza del quorum, era stato annullato. 
E disciplina il prelievo venatorio  di fauna selvatica prescrivendone le modalità e attribuendo le competenze degli enti locali e degli organi preposti alla tutela della fauna e la loro autonomia in materia.
Con la legge è quindi stabilito il principio che la fauna selvatica appartiene al patrimonio indisponibile dello Stato.
Lo stato può derogare a questo principio nelle forme e nei limiti stabiliti dalla legge, e può rilasciare appunto in deroga, al cacciatore una concessione, la “licenza di caccia” che consente di abbattere esclusivamente le specie elencate e nei periodi, orari, mezzi, stabiliti dalla legge stessa.
Quindi in Italia, non esiste un “diritto alla caccia”: l’attività venatoria concreta un interesse del cacciatore a non vedersi negato il rilascio della licenza  di caccia nel caso in cui possieda tutti i requisiti richiesti dalla legge.

Oltre a definire quali sono le specie che si possono cacciare e quelle che, invece, sono assolutamente protette, la legge ordina la materia fissando le modalità a cui si devono attenere le regioni nella stesura delle leggi regionali, con precisi calendari venatori, piani faunistici e pianificazione del territorio. Per controllare maggiormente l’applicazione della normativa nazionale e internazionale, la normativa regionale può regolamentare la materia solo in maniera più restrittiva rispetto alle disposizioni della legislazione nazionale.
Ci sono voluti parecchi anni affinché tutte le regioni si mettessero in regola con l’emanazione di leggi di applicazione della 157 ed oggi, a distanza di più dieci anni tutte le regioni le hanno adottate, nonostante ce ne siano ancora alcune che risultano essere in parziale difformità con il disposto della l57.

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Rinnovabili termiche: da cenerentola a leone. Conferenza a Milano

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Si è conclusa a Milano la quarta edizione della “Conferenza nazionale per le rinnovabili termiche” organizzata da Amici della Terra in collaborazione con CARTE (Coordinamento della Associazioni di impresa per le Rinnovabili Termiche e l’Efficienza energetica). 
Ampia e approfondita la discussione nella mattinata, con ospiti di livello che hanno fatto il punto della situazione a quattro anni dalla Direttiva 2009/28/CE. 
“La conferenza fa il punto sul settore delle rinnovabili termiche – spiega Rosa Filippini, Presidente di Amici della Terra –, settore che ha le potenzialità per essere il più importante fra le tutte le rinnovabili e decisivo per gli obiettivi del 20-20-20. Il suo sviluppo costituisce inoltre un’opportunità unica per uscire dalla crisi, viste le ricadute che avrebbe sull’industria manifatturiera italiana. Il nuovo Governo ha dato l’indicazione di maggior selettività per gli incentivi, e ha tutti i dati che consentono di selezionare le tecnologie su cui investire, con regole e con incentivi, chiudendo definitivamente la fase dei sussidi, degli sprechi e delle rendite a spese dei cittadini e spesso a favore dei soli mercati esteri”.  
Nella mattinata è intervenuto, tra gli altri, il neo-Sottosegretario all’Ambiente del Governo Letta Marco Flavio Cirillo, Sindaco di Basiglio in provincia di Milano. 
“In merito alla conferenza sulle Rinnovabili termiche – illustra Marco Flavio Cirillo – è stata per me, in qualità di Sindaco, l’occasione di mostrare esempi concreti di efficientamento energetico: la casa della danza e della musica, la refezione scolastica a impatto zero, l’efficientamento energetico delle scuole materne. Come Sottosegretario all’Ambiente reputo importante spingere sulle rinnovabili termiche quale altra leva verde per contribuire al nostro ambiente, alla riduzione delle emissioni, all’uso delle energie alternative rinnovabili e al risparmio energetico.”
“Le rinnovabili termiche – prosegue Cirillo – trovano un forte know-how nelle realtà produttive italiane, a differenza delle rinnovabili elettriche, che invece vedono forti competitor internazionali e di industrie estere. Le rinnovabili termiche rappresentano un bell’esempio di made in Italy”.
Il convegno è proseguito con discussioni riguardanti l’utilizzo delle rinnovabili termiche nell’edilizia e sull’applicazione del teleriscaldamento, con la presentazione del modello Milano che ha visto sul palco esponenti del Governo cittadino, tra cui l’Assessore all’Ambiente, Pierfrancesco Maran, di A2A e autorevoli esperti nazionali e internazionali. Presentato anche il modello di Rozzano (Mi), illustrato dall’Ing. Vito Ancora. Alla due giorni presente, in veste di presidente di Amici della Terra Lombardia, l’Assessore di Rozzano, Stefano Apuzzo

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Rinnovabili termiche, freddo e caldo al naturale

Teleriscaldamento verde

Rinnovabili termiche, freddo e caldo al naturale.
Quarta Conferenza nazionale di Amici della TerraLunedì 13 maggio 2013 e 
Martedì 14 maggio 2013 Palazzo delle ex Stellinbe, Corso Magenta Milano

Le fonti rinnovabili termiche incidono sulla parte più consistente dei consumi energetici, quella del riscaldamento e del raffrescamento; spesso utilizzano tecnologie innovative e manifatture nazionali; con meno incentivi possono dare grandi risultati in termini di risparmio di energia e di contenimento di emissioni. Nonostante questi aspetti siano noti da anni agli esperti e a coloro che decidono in materia di energia e ambiente, solo da pochi mesi le fonti rinnovabili termiche sono state riconosciute meritevoli di sostegno per raggiungere gli obiettivi europei al 2020, quando le bollette dei consumatori sono già troppo appesantite a causa dei sussidi alle fonti rinnovabili elettriche intermittenti. Bisogna correggere questi squilibri in modo ben più deciso di quanto non faccia la SEN, favorendo gli investimenti nelle fonti rinnovabili termiche e valorizzando lo sviluppo delle filiere industriali italiane.

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IMPRESE ITALIANE BUONE E CATTIVE CON L’AMBIENTE

ALLA FIERA “FA’ LA COSA GIUSTA” LE PAGELLE DEGLI AMBIENTALISTI.

PRESENTAZIONE DEL LIBRO “ECO LOGO” ALLO STAND LUSH. CURIOSITA’ E SORPRESE.VENERDI 13 MARZO ORE 14.30
ecologo apuzzo bonatoDal 15 marzo sarà in tutte le librerie italiane il libro “Eco Logo, l’industria italiana difende o distrugge l’ambiente?”, con analisi e “pagelle ambientali” ai comparti industriali nazionali. Il libro, scritto dall’ex deputato verde e presidente di Amici della Terra Lombardia, Stefano Apuzzo e dall’Eco-manager, Danilo Bonato, sviscera le imprese nazionali, segnala i casi di maggior successo nel campo della sostenibilità ecologica e offre al dibattito sui cambiamenti climatici e sullo sviluppo della “Green economy”, contributi di prestigio.
Al volume, infatti, hanno contribuito e collaborato: Jeremy Rifkin, Al Gore, Fulco Pratesi, Mario Tozzi, Carlo Ripa di Meana e Egar Meyer.
La presentazione del volume avverrà in un contesto molto particolare e ricco di sorprese: ovvero allo stand di Lush, cosmetici naturali ed etici, nell’ambito della Fiera “Fa la cosa giusta”, presso Fiera Milano City, Venerdi 13 marzo 2009 alle ore 14.30. 
Alle 15.30 seguirà una colorita protesta contro l’impiego dell’olio di palma nei cosmetici in sostituzione del burro di cacao.
Saranno presenti gli Autori, i responsabili di Lush e il Presidente di Gaia onlus, titolare della collana editoriale “I Libri di Gaia-Ecoalfabeto” di Stampa Alternativa, Edgar Helmut Meyer.
Stampa Alternativa, Collana “I Libri di Gaia” – “Ecoalfabeto” novità, in libreria da febbraio 2009
Stefano Apuzzo e Danilo Bonato

ECO LOGO
Quando l’impresa sposa l’ambiente. Casi di eccellenza e di sostenibilità dell’impresa italiana. Le pagelle ambientali alle industrie nostrane.
Coordinamento editoriale di Cristina Donati.

L’industria italiana contribuisce a distruggere o a salvare il pianeta? Il quesito è fondamentale per i cittadini-consumatori perché sappiano quali scelte fare negli acquisti e nella vita di ogni giorno e per le stesse aziende che, promuovendo brand e politiche “verdi”, possono guadagnare di più, tutelando l’ambiente.
Eco Logo si avvale dei contributi e degli interventi di Al Gore, Jeremy Rifkin, Fulco Pratesi, Carlo Ripa di Meana, Fabrizio Galimberti, Mario Tozzi, Edgar Helmut Meyer.

Chi sono gli autori.
STEFANO APUZZO (Napoli, 1966), giornalista e scrittore, già parlamentare, consulente ambientale, direttore del Consorzio Ecoqual’It, presidente di “Amici della Terra Lombardia”, assessore del Comune di Rozzano (Mi). www.stefanoapuzzo.it - www.adtlombardia.it e www.gaiaitalia.it 
DANILO BONATO (Sorengo, 1962), consulente aziendale sulla sostenibilità e la responsabilità sociale d’impresa, direttore di Re.Media (Sistema collettivo sui rifiuti tecnologici), membro del Centro di Coordinamento Raeee del comitato esecutivo della rivista “Quaderni di Management”. www.ecologo.it  - www.consorzioremedia.it 

pagine: 290 - prezzo: euro 12,00 - uscita: marzo 2009

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